Itinerario turistico da Casentino a Val di Chiara

Stagione: da aprile a settembre. Tempo: uno-due giorni. Percorso: 212 km

Tabella di marcia. Da Arezzo, con la statle 71, oltrepassando Castelnuovo (11km), Sabbiano (3km) e la stretta di Santa Mama (8km) si arriva Rassina (4km). Da qui deviando a destra per Chitignano (6 km), si giunge al convento della Verna (15 km). la statale 208 porta in 26 km a Bibbiena, da cui una successiva deviazione porta a Badia Prataglia (16 km). tornando indietro di 4 km e svoltando a destra per altri 5 km si arriva a Camaldoli e quindi all’eremo omonimo (3 km). da qui in 19 km si è a Poppi, da cui si torna indietro verso Castiglion fiorentino (55 km); altri 17 km portano a Monte San Savino e in 20 km si rientra ad Arezzo.

Arezzo, città di rigida bellezza, gode di una posto particolarmente benevolo, collocata com’è alla confluenza di tre valli: l’industrializzato Valdarno superiore, la fertile Val di Chiana e il selvoso Casentino.

Il Casentino, la più separata e chiusa delle conche toscane, mantiene meglio delle altre i generi di vita popolare, ma presenta le stesse peculiarità: folta agricoltura sul fondovalle alluvionato e sulla cornice dei terrazzi; prati e boschi sui fianchi montani.
Proprio quest’ultimo, nonostante, è il segno di ripartizione del casentino, che conserva con gelosia estese foreste secolari. Come se non fosse sufficiente, la valle tiene a battesimo e conduce nei primi passi quell’Arno che abbiamo osservato, già adulto, amoreggiare con la Gonfolina e poi, messa la testa a partito, riempire il Valdarno inferiore, per andare infine a morire, dopo aver oltrepassato i ponti di Pisa dai bei edifici, a due passi dal fratello Serchio.

Si lascia la stupenda Arezzo, distesa a semicerchio sulle terminali pendici di un colle, quasi una conchiglia che mantiene nel suo interno molti tesori, come il ciclo degli affreschi di Piero della Francesca, in San Francesco, e, una volta attraversata la stretta di Santa Mama, si affronta, a Rassina, la salita che porta a La Verna, alta 1128 metri.

Poco dopo Chitignano, quando ormai i campi coltivati sono sostituiti dai boschi, ecco che sorge all’inaspettato il quadro commovente del convento della Verna aggrappato su una rupe ferrigna. Lo raggiungeremo fra un momento, sommerso in una secolare foresta di abeti giganteschi e faggi, fiorita di crochi, ciclamini e primule, e echeggiante dei canti di infinità di uccelli che lodano Francesco. Qui è infatti la cella, un’umida grotta, in cui il santo fu marchiato dalle stimmate.

Scesi dalla attraente Bibbiena, il capoluogo del Casentino, si avvia una nuova inerpicata per arrivare altre antiche foreste: quelle di Badia Prataglia, centro turistico disperso tra gli alberi e allietato da molteplici suggestive cascatelle, e quelle di Camaldoli, la sede del monastero, a circa 816 metri di altitudini che fu fondato da San Romualdo ai primi del duecento. Poco lontano è l’eremo, a 1104 metri, immerso in contemplativi silenzi, con le severe celle, il luogo non accetta le donne, abitate ancora oggi da monaci. Poppi sfavillante borgo murato, sovrastato dal grande palazzo pretorio del XII-XIV secolo, che fu dei conti Guidi, nobili del luogo, conclude dignitosamente la visita alla fresca vallata.

Il pomeriggio è ormai avanzata, non tanto però da ostacolare, una volta arrivati ad Arezzo, di andare a vedere la Val di Chiana, fra Castiglion Fiorentino e Monte San Savino, lungo strade a mezza costa che ci concedono di guardare lo stupendo arazzo delle colture riccamente da una serie di canali che ne fanno una delle più ricchi territori agricole della regione Toscana.

La Val di Chiana spedisce le sue acque all’Arno grazie ad un diga artificiale che suddivide i due bacini idrografici e a tutta una rete di canali che ha ritrovato all’uomo una terra fertile, nota fra l’altro, per la razza chianina, dalle quali si affettano le grandi bistecche alla fiorentina.

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