Itinerario turistico a Firenze: Chiesa San Marco, Museo San Marco, Cenacolo di Sant'Apollonia, Galleria dell' Accademia, Opificio delle pietre dure, Spedale degli innocenti, Chiesa SS Annunziata, Museo Archeologico Nazionale, Chiesa Santa Maria Maddalena

• San Marco > Museo di San Marco I> Cenacolo di Sant'Apollonia
• Galleria dell'Accademia > Opificio delle Pietre dure I> Piazza della SS. Annunziata
• Spelale degli Innocenti > SS. Annunziata I> Museo archeologico nazionale > Santa Maria Maddalena de' Pazzi í
I luoghi toccati da questo itinerario ricordano con forza personaggi importanti della storia di Firenze come Lorenzo il Magnifico, Cosimo il Vecchio, Ferdinando I, la loro protezione, il gusto per la bellezza e per l'armonia, il senso religioso.

Chiesa di San Marco
con l'omonimo convento, luogo del museo, la chiesa, dalla semplice ed elegante facciata settecentesca, prospetta sulla piazza che da essa prende il nome e che è limitata a est dal palazzo dell'Università. Costruita alla fine del XIII secolo, fu trasformata nel XV secolo da Michelozzo per volere di Cosimo il Vecchio. L'interno, rimaneggiato verso la fine del '500, è a un'unica navata. Sopra l'entrata, un Crocifisso giottesco, mentre sul soffitto è una Madonna del XVIII secolo. Da rammentare un San Tommaso, la statua di San Zanobi, una Coronazione degli apostoli e la statua di Sant Antonino di Giambologna; Crocifisso di Beato Angelico.

Museo di San Marco
Nell'annesso convento che accolse fra' Giovanni da Fièsole, cioè Beato Angelico e fra' Bartolomeo, famoso pittore vissuto a tra i secoli XV e XVI, è organizzato il Museo di San Marco. Anche il chiostro di Sant Antonino, oltre il quale è il museo, fa parte della riedificazione operata da Michelozzo nel XV secolo, sepolcri e lunette furono dipinti da diversi artisti con le Storie di Sant’Antonino; del Beato Angelico è l'affresco che rappresenta il Crocifisso con ai piedi San Domenico.

Si passa, quindi, alla sala dell'Ospizio dei Pellegrini consacrata ai dipinti del Beato Angelico. Qui si trova il mirabile tabernacolo quattrocentesco dei Linaiuoli, decorato da notevoli pitture del Beato Angelico.
Nella sala del Lavabo sono custodite altre opere del Beato Angelico e due opere di Paolo Uccello. Nel refettorio grande si ammirano tele dei secoli XVI-XVIII, un San Carlo Borromeo di Jacopo Ligozzi; una Madonna della Cintola di G.A. Sogliani; un Compianto di Cristo di fra' Bartolomeo. Un'Ultima cena del Ghirlandaio è nel refettorio piccolo o sala del Cenacolo. Salendo al piano superiore, sulla parete si ammira la nota Annunciazione del Beato Angelico.
Il complesso monastico ha anche una biblioteca, disegnata da Michelozzo, ricca di artistici codici miniati.
Visita: lun-ven ore 8.15-13.50; sab-dom 8.15-19; I, III e V dom e II, IV lun chiuso.

Cenacolo di Sant’Apollonia
Da piazza San Marco si prende via degli Arazzieri che prosegue in via XXVII Aprile dove si trova l'ingresso all'ex monastero trecentesco di Sant'Apollonia, di cui si visita il cenacolo. Nell'800 l'abolizione del convento ha portato alla luce, nel refettorio, una stupenda Ultima cena di Andrea del Castagno del 1457. Sue anche la Crocifissione, la Deposizione e la Resurrezione che, staccate, hanno restituito interessanti sinopie.

Galleria dell'Accademia
Tornati in piazza San Marco, si prende via Ricasoli, dove si apre l'ingresso alla Galleria dell'Accademia. Fondata nella seconda metà del XVIII secolo dal granduca Pietro Leopoldo, accoglie eccelsi capolavori artistici. La sala d'ingresso è decorata da due busti romani del periodo imperiale e da una Diana cacciatrice.
La sala del Colosso custodisce il modello originale in gesso del Ratto delle Sabine del Giambologna esposto nella loggia della Signoria. Alle pareti dipinti del primo '500, testimonianza del clima artistico di Firenze al tempo in cui Michelangelo scolpiva le opere esposte all'Accademia: Ridolfo Ghirlandaio, Vergine col Bambino e santi; Perugino, Assunta e santi; Filippino Lippi.

Sul fondo, nella luminosa tribuna del De Fabris, si leva il David, sublime capolavoro di Michelangelo, già sulla piazza della Signoria. La statua, di enorme ma armoniose proporzioni, presa a simbolo della città, fu incisa per festeggiare il rientro dei Medici a Firenze dopo che erano stati cacciati nel 1494. La visita alla Galleria dell'Accademia continua nelle sale fiorentine, dove sono esposte opere scultoriche della Gipsoteca Bartolini, con i gessi originali dello scultore ottocentesco Lorenzo Bartolini, e nelle sale bizantine, che ospitano opere trecentesche.

Opificio delle pietre dure
All'uscita della Galleria dell'Accademia si gira a sinistra lungo via Ricasoli fino all’angolo con via degli Alfani. Da qui, voltando di nuovo a sinistra, si arriva all'ingresso dell'Opificio delle Pietre dure.
I laboratori artigianali per la lavorazione artistica delle pietre dure, da cui ebbe origine l'opificio, furono istituiti nel 1588 per volere di Ferdinando I per la abbondanza di decorazione della cappella dei Principi, e la loro prima residenza furono gli Uffizi. L'opificio, sistemato negli attuali locali nel 1796, si occupa del restauro di intarsi e mosaici.

Nell'interessante museo annesso (visita: lun¬mer e ven-sab ore 8.15-14; gio 8.15-19; dom chiuso) si osservano eccezionali esempi di intarsi e mosaici: riproduzioni di paesaggi dei secoli XVI e XVII, composizioni floreali, stemmi, animali esotici e così via. E ancora, i lavori preparatori per la cappella dei Principi; pitture su pietra; decori a scagliola; un campionario litologico e una raccolta di strumenti da lavoro.
Piazza della SS. Annunziata
Proseguendo lungo via degli Alfani fino all'incrocio con via dei Servi, si gira a sinistra e, dopo breve tratto, si sbocca in piazza della SS. Annunziata, dove affacciano la chiesa omonima, lo Spedale degli Innocenti e il palazzo della Confraternita dei Servi di Maria. Elegante piazza di raffinata impronta rinascimentale, è cinta da portici e ornata dalla statua di Ferdinando I, eseguita dal Giambolgna e ultimata da Pietro Tacca, che curò anche la realizzazione de le due eleganti fontane seicentesche.

Spedale degli innocenti
Importante testimonianza di architettura rinascimentale, lo Spelale degli Innocenti fu ideato dal Brunelleschi nella prima metà del sec. XV secolo e ultimato da Francesco della Luna. La realizzazione di questo elegante edificio porticato, alzato su una gradinata, ha vincolato, oltre che lo stile degli altri edifici, anche gli spazi della piazza, risultata così armoniosissima. Da considerare alle intersezioni delle arcate del loggiato, i tondi decorati con putti in terracotta invetriata di Andrea della Robbia. La Galleria dello Spelale degli Innocenti è un'importante collezione di affreschi staccati collocabili tra il XIV al XVII secolo, con opere di Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Luca della Robbia.
Visita: gio-mar ore 8.30-14; mer chiusa

Chiesa della SS Annunziata
Eretta nel XIII come luogo di culto dell'ordine dei Servi di Maria, fu ridisegnata da Michelozzo nel XV secolo. L'edificio è ingentilito da uno stupendo portico rinascimentale; si entra alla chiesa vera e propria dal chiostrino dei Voti, dove le lunette del portico mantengono affreschi di Andrea del Sarto, Alessio Baldovinetti, Cosimo Rosselli, Pontormo, Franciabigio, Rosso Fiorentino. All'interno, un splendido ambiente d'impronta sei-settecentesca a un'unica navata, il soffitto, baroccheggiante, presenta un'Assunta del Volterrano, mentre il bel tempietto di Michelozzo conserva una prodigiosa Annunciazione del ‘300. Opere di conosciuti artisti impreziosiscono le varie cappelle: una testa del Cristo di Andrea affreschi assegnati ad Andrea del Castagno.

Nella cappella delle Reliquie, decorata dal Passignano, si trova la tomba del Il presbiterio, di forma circolare, opera di Michelozzo e Leon Battista Alberti, è coronato da una cupola con affreschi del Volterrano. Degno di nota è l'altare maggiore in argento risalente al XVIII secolo.

Le cappelle del presbiterio mantengono lavori del Passignano, del Bronzino e del Giambologna. Dal transetto si entra al chiostro dei Morti, ideato da Michelozzo, dove si trova la nota Madonna del Sacco di Andrea del Sarto. Nella cappella della Compagnia di San Luca, pitture di Luca Giordano e del Vasari. Visita: lun-sab ore 7-12.30 e 16-18.30; don e stivi 7-13.30, 16-18.45.

Museo Archeologico Nazionale
Prendendo via della Colonna, si entra al Museo archeologico nazionale. Annoverato tra i più grandi musei etruschi, è organizzato nel seicentesco palazzo della Crocetta. Le sue raccolte, oltre a una grande quantità di reperti originari dall'intera Etruria, sono rappresentate da eccezionali saggi dell'antico Egitto e della classicità greco-romana. Vi si può osservare il noto vaso Francois del VI a.C., meraviglia dell'arte vascolare attica in generale ritrovato in una tomba a Chiusi. Tra le sculture d'età greco-romana  l'Apollino Flani del VI-V a.C.

 Le testimonianze del periodo etrusco, strutturate per territori di origine nel Museo topografico all'Etruria, rendono un quadro esauriente della civiltà e dell'arte in Etruria dalla lontana fase villanoviana tra il IX-VIII a.C. al I secolo a. Cristo.

Le raccolte egizie, seconde per interesse in Italia a quelle di Torino, sistemano vasi, sculture, mummie, rilievi, sarcofagi, papiri, preziosi. L’'antiquarium etrusco-greco-romano mostra pezzi di gran pregio pregio, tra cui il sarcofago di Ramtha Huzenai del IV a.C.
Da Tarquinia; un Idolino greco in bronzo, da Pesaro; la Minerva, calco da un modello greco, e la celeberrima Chimera ferita,  da Arezzo.
Visita: lun ore 14-19; mar e gio 8.30-19; mer e ven-dom 8.30-14.

Chiesa di Santa Maria Maddalena de' Pazzi
dal Museo archeologico si continua lungo via della Colonna fino a intrecciare borgo Pinti, che si prende a destra per arrivare Santa M. Maddalena de' Pazzi.
L'edificio, anticipato da un bel chiostro porticato, fu ripreso nel tardo XV secolo da Giuliano da Sangallo ed è tra i più importanti e interessanti saggi dell'edilizia religiosa dell'epoca. L'interno ad aula contiene opere sei-settecentesche; notevoli due dipinti di Luca Giordano nella cappella Maggiore.
Nell'ex sala capitolare dell'antico edificio conventuale è conservato un bellissimo affresco del Perugino, con la Crocifissione. Il dipinto è frazionato in tre parti: Maria e San Bernardo; il Crocifisso e la Maddalena; San Giovanni Evangelista e San Benedetto.

Visita: ore 9-12 e 17-19.

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