Itinerario turistico da Garfagna, passando per le Alpi apuane fino alla Versilia

Stagione: da aprile a settembre. Tempo: uno-due giorni. Percorso 241 km.

Tabella di marcia. Si esce da Lucca verso la statale 12 e si arriva Chifenti (23 km), da cui, con un rapido cambiamento di direzione, si visita Bagni di Lucca (8 km). Oltrepassata Barga (12 km), all’altezza di Gallicano (12 km), quindi si punta su Arni (20 km).
Arrivati a Carrara (53 km) si possono vistare le cave di Colonnata (14 km) e dei Fantiscritti (8 km), quindi si va verso sud e, dopo aver oltrepassato Viareggio (34 km), si giunge a Migliarino (15 km), si visita il Parco naturale (8 km) e si arriva finalmente a Pisa (9km).

Abbandonata la cinta arborata di Lucca, custode di un autentico tesoro di bellezze urbanistiche, per ripercorrere il fiume, cioè il Serchio, che, incrementato dalle sorgenti continui delle Apuane, dà alla nascita una delle più fertili piane della Toscana. A Ponte a Moriano è possibile preferire se ripercorrere la valle lungo la sinistra o la destra del fiume.

Superato lo stravagante ponte del Diavolo, arriviamo Chifenti, alla punto di incrocio della Lima nel Serchio, per entrare rapidamente nella verde val di Lima: ci attende Bagni di Lucca, centro polimerico, ossia frammentato in più centri vicini, con i suoi vigorosi boschi, i suoi stupenti palazzotti e le terme, frequentate fin dall’età del medioevo.

Tornati a Chifenti, si riafferra il cammino alla volta di Castelnuovo di Garfagnana e, oltrepassata la stretta di Calavorno, si accede nella lucente, grande conca di Barga. Siamo immersi in un ambiente intatto: dove i campi coltivati si uniscono nel giusto equilibrio con i boschi e i centri, piccoli e grandi, si occultano delicatamente fra il verde; primo fra tutti la dolce Barga pasco liana, sdraiata sul ripiano alluvionale, rimanenza dell’antico lago che riempiva la valle, ma impercettibile a chi la cerchi dal basso.

Qui ci attende una cosa inaspettata: a chi si arrampica da Gallicano per i fianchi apuani, la montagna offre l’occasione di gettare uno sguardo nel suo interno. Nei pressi di Fornovolasco giace infatti la bellissima grotta del Vento, attrezzata per ospitare il turista, cui si offre l'avventura di percorrere cunicoli sotterranei per oltre un chilometro.

Tornati al fondovalle, si arriva da ultimo Castelnuovo di Garfagnana, il capoluogo della Garfagnana, bella cittadina difesa sullo sprone di accordo della Turrite Secca nel Serchio. Ci attende ora il tratto più selvaggio del nostro viaggio. Fra Isola Santa e Armi, il panorama è perfino commovente: ai piedi del massiccio del Sumbra, che ha un altezza di 1765 metri, dai fianchi dirupati e scoperti, grandioso, sebbene, la semplice altezza, come un gigante alpino, una fermata ci consente di aprire le “marmitte dei giganti”, estese cavità svuotate dal fiume nel suo letto di roccia viva.

Ma ormai siamo in vicinanza di Arni, perduto fra le cave che martoriano la montagna all’intorno, primo avviso di nuove impressioni. È giunto il momento di andare alle note cave di Carrara, le più affascinanti del mondo. Si oltrepassa la galleria del Cipollaio, scavata nel marmo, e si discende velocemente lungo il fianco versiliese delle Apuane, osservando in rapida successione piacevoli centri posti su estesi ripiani, in un panorama che, per l’ascendente del vicino Tirreno, è più arioso e caldo di quello garfagnino. Finita la visita delle cave, si prende la via del ritorno, percorrendo la costa versiliese.

Arrivati a Viareggio, attraverso il viale dei Tigli, nella pineta di Levante, la più immutata delle due che ornano la città è unita con il Parco regionale di Migliarino e San Rossore. Prima di arrivare a Pisa, è suggeribile servirsi di due brevi biforcazioni in questo parco, per buttare uno sguardo sul lago di Massaciuccoli, caro a Puccini, e su Bocca di Serchio, dove il fiume, che abbiamo visto scendere al mattino, scompare, ormai stanco, in un Tirreno bruciato da affascinanti crepuscoli.

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