Itinerario turistico dalle Crete senesi fino al Chianti

Stagione: primavera e autunno. Tempo uno-due giorni. Percorso: 245 km.

Tabella di marcia. Da Siena lungo la statale 326 si giunge a Rapolano (27 kn) e quindi ad Asciano (15 km). visitata l’Abbazia di monte Oliveto Maggiore (9 km) si prosegue per Buonconvento (9km) e per Monteroni d’Arbia (13km). poco prima di Pievina (18km) si imbocca la statale 438 che ci riporta a Siena (22km). con la statale 408 si arriva a Gaiole in Chianti (28km) si prosegue lungo la 429 per Badia a Coltibuono (5km), Radda in Chianti (10 km), Castellina in Chianti (10km) e Poggibonsi (19km). Raggiunta Colle di Val d’Elsa (7km) si devia per san Gimignano (14 km), quindi si torna verso Monteriggioni (24km) e Siena (15km).

In Toscana, la chiave di lettura del rapporto tra campagna e città non è a Firenze, ma a Siena, che, separata, conserva ancora oggi ristretti legami con la sua campagna: una testimonianza del differente carattere delle due cittadine è data anche dalle loro piazze. Se paragonata con piazza del campo, piazza della Signoria ci sembra stretta chiusa come un salotto, razionale e schematica: in conclusione, completamente opera dell’uomo. Alla realizzazione dell’altra, grandissima, aperta, anche la natura ha cooperato: influenzata dunque dalle conformazioni del terreno, piazza del campo è irregolare, sproporzionata nel perimetro e nel fondo, tutto a saliscendi.

Al rapporto dialettico fra Siena e la sua campagna fa confronto un altra dualità all’interno del territorio. Nelle “crete” senesi la natura è tuttora libera, selvaggia come il palio, e la presenza dell’uomo lascia solo fiacche impronte: rari centri protetti su sprono rare case sparse guardate da esigui cipressi, in uno scenario di metafisico splendore. Nel Chianti, invece, il panorama è molto civilizzato, perché la diversa natura del terreno è più benevolo all’uso agricolo. Ma anche qui l’uomo ha devotamente riverito le leggi della natura: sono ampi i boschi, più radi o più fitti, e solo a tratti, bonificati, in oliveti ed vigneti.

Per esaminare queste ipotesi, si va fuori da Siena per fare nel frattempo la conoscenza delle “crete”. Un primo affascinante punto di analisi è il colle di Montaperti, a pochi metri sulla sinistra della statale 326.
Percorrendo per Rapolano, collocata tra molteplici cave di travertino, si giunge alla peculiarità Asciano, completamente cinta da mura trecentesche.

Dopo Asciano la strada diventa difficile, ma è una fatica ben ricompensata, perché si oltrepassa un ambiente davvero singolare, fra colline screziate da bianchi bubboni, le noti “biancane”, o incise in profondità da calanchi, e in parte rivestiti da boschi, che si fanno più fitti attorno all’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, bellissimo monumento dell’arte senese. Poco più avanti troviamo il centro di Buonconvento, suggestivo centro agricolo, accerchiato da mura, posto alla convergenza dell’Arbia nell’Ombrone.

Si torna ora a Siena attraverso la strada delle Crete, cioè la statale 438, che mostra tutto un catalogo di sculture di erosione: collinete, cupole, calanchi e balze di ogni configurazione e grandezza. I punti di analisi migliore sono a Pievina e a Vescona.

La seconda parte del nostro viaggio nella campagna senese è meno movimentata, ma più colorata e varia, rinvigorita dalla presenza dell’uomo e delle sue opere. Gaiole in Chianti, Radda in Chianti e Castellina in Chianti sono i tre centri del Chianti storico, cioè l’antico feudo dei Firidolfi, poi successivamente di Ricasoli.

Il nome di chianti classico si è allungato a pochi comuni dell’intorno, fiorentini e senesi, in un territorio uguale di circa 700 km2; ma solo a Gaiole in Chianti, Badia a Coltibuono, Radda in Chianti e Castellina in Chianti si può osservare in tuta la sua affascinante bellezza questo panorama. Scendendo da Castellina in Chianti alla industrializzazione Poggibonsi, si identificano invece gli effetti del “nuovo corso”: vigneti alla francese e, vicino alle vecchie fattorie, nuovi e spregiudicati impianti.

Ci aspettano ora due piacevoli cittadine: colle di val d’Elsa e San Gimignano. La prima è divisa in due in colle Bassa, industrializzata, di aspetto moderno, e in Colle Alta o borgo, allungata su uno sprone, aerata, ricca di palazzi di età medievale. Ma il medioevo più attraente si vive a San Gimignano, con le sue famose torri, la sua romanica collegiata, l’intrecciato delle sue viete rustiche; e ci affascina, ritornando per sempre verso Siena, a Monteriggioni, con quella severa cerchia di turrite mura duecentesche che sconcertarono persino Dante.

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